20/12/2009
 



a u g u r i !


 
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categoria:pausa
20/12/2009


nella pressione d’acciaio di dicembre  ammutoliamo;   

scorre la tenda alla prima neve contaminata, scopre crepe nude,  una vulnerabilità  non bisognosa di dei, mortale;  

 

recupero, scansione di feste ripetute per inerzia ; il corpo da copione in ciclostili d’auguri.

 

tutto ritorna al ciclo naturale nel mentre qualcosa si perde; dolce arriverà una nuova primavera, tornerà a danzare il valzer dell’estate vestito di pervinca, l’autunno barocco e noi restiamo affrancati al nostro non-essere, falso d’autore affamati di calore.

 

mettiamo un poco di rosso, un’opera d’arte classica, uno scialle d’argento, una poesia di Rilke, deux manchettes réversibles,  un soffio che sa di principio e fine.

postato da: pitagox2 alle ore 13:59 | Permalink | commenti (6)
categoria:divagazioni
17/12/2009


Dice Penelope

 

Non tessevo non lavoravo a maglia

iniziavo a scrivere e cancellavo

sotto il peso della parola

perchè è impedita l’espressione perfetta

quando l’interno è tormentato dal dolore

E mentre l’assenza è il tema della mia vita

- assenza dalla vita –

lamenti vengono fuori sulla carta

e il dolore naturale del corpo

che subisce privazione.

 

Cancello, straccio, soffoco

le vive grida

“dove sei, vieni, ti sto aspettando

questa primavera non è come le altre”

e ricomincio la mattina

con nuovi uccelli e lenzuola bianche

che si asciugano al sole.
Non sarai mai qui

ad innaffiare i fiori con il tubo

vecchi soffitti gocciolano

carichi di pioggia

e la mia personalità

dissolta nella tua

delicatamente come l’autunno...

Il tuo cuore eletto

-         eletto perchè l’ho scelto –

sarà sempre in un altro luogo

e io con parole taglierò

i fili che mi legano

proprio a questo uomo

del quale ho nostalgia

finchè Ulisse diventi il simbolo della Nostalgia

e navighi imari

nella mente di ciascuno.

Ti dimentico con passione

ogni giorno

perchè tu possa essere lavato dai peccati

della dolcezza e del profumo

e così immacolato

possa entrare nell’immortalità.

E’ un lavoro duro e ingrato.

Unica ricompensa se alla fine

comprendo cos’è presenza umana

cos’è assenza

come opera l’essere

in tanta desolazione, in tanto tempo

come nulla possa fermare il domani

il corpo si rigenera continuamente

si alza e ricade sul letto

come preso a colpi d’ascia

a volte ammalato a volte innamorato

sperando

che quel che perde nel tatto

lo guadagni in sostanza.

 

Katerina Anghelaki-Rooke

 


[fotografie dal web]

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categoria:poesie firmate
16/12/2009



il corpo è un potenziale poetico ed erotico. [?] la poesia nasce dal corpo, dalla radice delle cose, là dove le passioni hanno origine, nel timore reverenziale dinnanzi al misterioso ciclo della vita, prima della paura della morte.

il poeta è un divoratore della vita. cosa c’è? che manca? sono le semplici domande alla base di ogni vissuto davanti all’ironia della perdita costante [il volto allo specchio].  nel punto di saturazione esce la parola poetica, diventa  sinergia, bordatura del vuoto, luogo dove riparare i dolori, i fallimenti, la mancanza ed anche proteggere la gioia, esaltare il furore dell’amore, contrastare il destino con la potenza creatrice. la ribellione è il positivo dell’assenza, un’interrogazione continua che divora materia, in immagini nitide, suoni, ritmi, depositati sul foglio bianco.

 

[fotografia dal web]

 

postato da: pitagox2 alle ore 20:20 | Permalink | commenti (16)
categoria:poesia, divagazioni
16/12/2009



gestiva un localino a Glasgow. la sua era una famiglia di emigrati, il padre  proveniva da una sperduta isola greca;  da giovane ne aveva fatte di cotte e di crude  sviluppando una vera e propria dipendenzasessuale. decise di trasferirsi con la moglie e l’unico figlio legittimo  per evitare le rappresaglie delle donne offese.

aprì a Glasgow una latteria con cucina a gestione familiare, mise la consorte ai fornelli mentre lui   stava al banco e serviva ai tavoli lanciando occhiate ai culi delle signore.


il figlio fin da bambino aveva manifestato un temperamento irrequieto ed intelligenza fuori del comune sicchè decise di mandarlo al classico dove si distinse per le doti di perspicacia ed astuzia divenendo il prediletto dei prof in particolare dell’ insegnante di greco antico.

postato da: pitagox2 alle ore 19:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:racconti, cazzate
14/12/2009

ventisei brani ottenuti rimixando centotrenta canzoni
originali dei Beatles sono diventati Love un cd e colonna
sonora di uno spettacolo del Cirque du Soleil. magnifique!




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categoria:musica
13/12/2009



 

la piccola donna zoppa portava caos nell’ordine sclerotizzato, inerte e muto. arrivava puntuale col profumo di violetta, volto nobile ed occhi belli, camicetta inamidata, sottana di lana spessa come crine.

anima ribelle, dissidente, dubbio e domanda nel dissolversi dell’inganno.

 

v’era lui a scioglerle i capelli castani a melodramma. il samovar, il grande ritratto ad olio appeso nel salotto, il paravento a proteggere gli abbracci.


luce di un quadro di Rembrandt la sua rivoluzione.

pensiero superiore nello specchio, latitante, vicino alla storia degli uomini oppressi. e folli .

sul quaderno a quadretti scriveva: “la libertà è sempre e soltanto libertà per chi la pensa in modo diverso”

fu assassinata.

 

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categoria:divagazioni
11/12/2009




attendendo santa Lucia

c’erano il tavolo di noce, le tende ricamate alle due finestre  sul giardino, la credenza con i cristalli, il lucido delle cose essenziali. forse da lì il dicembre chiaro, gelido ed affilato, cielo terso immune al peccato. berretto di lana e scarpe con la para, s’andava agli Oh bej! Oh bej! a scegliere la statuina per il presepe, il filo intermittente di lucine, carta crespa; e prive d’ogni pena tornavamo all’azzurro dell’infanzia ad addobbare la stanza del Natale. per nulla al mondo avrebbe disatteso, mia madre, il rito di santa Lucia, quell’ultima volta, un lume e dolci sul davanzale, nel cuore la sua paura.

 

le sono riconoscente di quest’eredità, residuo della festa. nel cerchio di un pensiero oggi sono andata a zonzo, le mani nel caldo della tasca, i ricordi ben piegati sotto la giacca,  a rintracciare un sorriso e una statuina.

 

ramo di plastica il Natale, periferia d’ingiustizie e di miserie, nell’incalzare dell’inverno appare il falso, il buonismo a scadenza, l’illusione mercificata, eppure nel rovescio trovo tenue la grazia di semplicità e bellezza attendendo santa Lucia.

 

[dimmi della dismisura dell’amore, non importa se improbabile, lasciami nell’errore, lasciami umana].

 


[fotografia di Frank Horvat]

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categoria:divagazioni, memoria
11/12/2009



 

in treno lo spazio di confine scorre

siamo tutti di passaggio - passeggeri

sguardi annebbiati come fossero cortine

orizzonti obliqui, trasferiti; caparbia speranza

di una vita migliore? riflessi al finestrino

profili estranei in transito. suona il cellulare

fra gli ingombri di valigie ed illusioni
 

 

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categoria:divagazioni
08/12/2009



ho protetto il limone dal gelo, messo acqua al melograno, poco dopo è risorto;

ho bisogno di non prendermi  troppo sul serio non per ritrosia e modestia. sono un’immodesta naturale;    è tenerezza, lasciare i vetri aperti al turchese,  alberi visti fuggire dal treno; se vuoi è alta tensione, amore la forza motrice che fà apparire il lampo di furore; allora nel rovescio di pensieri invernali, dei segni della vita, uno scarto appena, duttile al migliorare.

postato da: pitagox2 alle ore 22:19 | Permalink | commenti (24)
categoria:divagazioni