
la vela,
gonfia di vento, s’innalza sopra l’acropoli
[figura retorica impenetrabile alla colpa: òstrakò]
sulle scogliere spesso la luce
è vertigine in un misterioso
andare nel vuoto trasparente.
una fantastica architettura
è stata costruita dal vento del nord
dalle nuvole e dalla luna
e il colore del cielo la sostiene
nel prodigio di una piccola conchiglia.
lì il poeta santo è solito sostare.
“incorniciata da quel corpo femmineo
vedo una conchiglia di madreperla. rara
femminea”
... la virtù intensa è rara. è la santità:
quella del poeta, quella dell'orientale
una mezza luna stupita -d'esser rinchiusa
nell'ondeggiare di un drappo di seta...
un petalo evanescente e impalpabile...
eppure ci sono piedi (radici)ben piantati per terra.
o un mulinello di vento che si alza
nel deserto in un vortice indistinto di sabbia e
polveri.
e sono le parole i veli
da sfilare dai fianchi e dagli occhi
da legare alla lingua
e poi ai silenzi
perchè ad ondeggiare nel vento
spesso
siamo noi poveri uomini privi di polpa
e d'amore
[autori vari - in una notte di mezza estate]
Barbara Morgan (July 8, 1900 - 1992): Valerie Bettis—Desperate Heart, 1944 - gelatin silver print on paper (Smithsonian)










